Tokyo 2020.

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Mi chiamo Silvia Ciarrocchi, sono nata nel 1985 e nonostante il mio limite fisico pratico per pura passione l’equitazione dall’età di 12 anni. Ho scoperto gli sport paralimpici e in particolare il paradressage nel 2011, quando per puro caso ho partecipato ai Campionati Italiani che si svolgevano nel mio circolo a Verona, mia città natale e di residenza.


Da quel momento ho viaggiato in lungo e in largo per l’Italia e per l’Europa gareggiando, a livello nazionale in gare tradizionali, e internazionale in gare di paradressage, guidando spesso da sola il mio camioncino con relativo equino.


Amo i cavalli da sempre e niente, neppure un braccio più corto e una mano con 4 dita, mi ha fermato nel perseguire quella che è la mia passione più grande. Il fatto di essere una persona competitiva, unito al mio problema fisico, mi spinge verso sempre nuove sfide, forse per dimostrare anche a me stessa che in realtà posso fare tutto come gli altri.


Sono solo diversa fuori e non me ne vergogno.


Il motto delle Paralimpiadi di Londra 2012, “inspire a generation” resta il MIO motto.


Partecipare in veste di spettatore a questo grande evento è stato come iniziare a sognare e a dare forma a un nuovo modo di vivere la mia quotidianità, che continua a essere fatta di lavoro in ospedale (sono Tecnico di radiologia), allenamento e cura del mio compagno di sogno, di cui mi occupo personalmente ogni giorno.


Gareggio come dicevo in gare normo a livello M e in gare para a livello 5, il che significa eseguire una ripresa di dressage con figure più o meno complesse nelle tre andature (compreso cambi al volo nel freestyle). Una gara andata male o un periodo no sono una sconfitta ma una lezione in più.


Del resto questo è lo sport e lo è per tutti normodotati e non.


Dal 2013 a oggi ho partecipato a due Campionati Europei e a un Campionato Mondiale e a cinque Campionati Italiani. Cosa sogno ancora? La gara di tutte le gare, come del resto sogna ogni atleta. E averla vissuta sulle tribune nel 2012 e esserci andata vicino nel 2016 mi spingono a volerlo ancora più fortemente.


Ho imparato in questi anni a conoscere meglio me stessa e quello di cui ho bisogno per realizzare il mio sogno giapponese.


Non vorrei essere però sola a combattere per raggiungere l’obiettivo. Come dice il mitico Liga i sognatori non sono mai soli e condividere un sogno è di gran lunga molto più bello e motivante che cercare di realizzarlo da soli. Vorrei che tutti voi poteste far parte dei miei traguardi. Mi piacerebbe quindi allenarmi con voi in campo e in palestra con i miei trainer, con voi fare le noiose ma necessarie sedute fisioterapiche e con voi uscire in gara, regalando a voi, a me e al mio cavallo Royandic risultati vincenti.

La mia gara sarebbe anche la vostra gara, il mio sogno il vostro!


Pur essendo una delle poche fortunate oggi ad avere un “posto fisso” riuscire a far fronte a tutto ciò è veramente difficile. Anche se il tempo, sacrificando tutto, lo si trova, le spese sono sempre tante… troppe per una come me.


Una mano???? Con 6000€ ce la facciamo!


Grazie a ciascuno di voi che vorrà contribuire anche con una piccola cifra a condividere questo sogno.


GRAZIEEEEEEEEEE!!!!!


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